La Cura per la Follia
Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev-Gosvami Maharaj

L'ignoranza non è casuale, è dovuta alle nostre azioni passate. L'uomo è l'architetto della sua stessa fortuna. Il cattivo tempo che trovo oggi l’ho meritato. Non lamentarti dell'ambiente che ti circonda. Utilizza al meglio delle tue capacità le circostanze che si presentano, cercando di vedere in esse la Grazia dell'Assoluto. Le anomalie che incontro al presente sono il prodotto del mio modo di agire, nessun altro deve essere incolpato. Non solo questo è vero, ma da un'altra angolazione è anche possibile osservare come la grazia del Signore sia sempre presente ovunque, desiderosa di aiutarmi; anche se in apparenza, sulla base della mia presente esperienza può sembrare come una circostanza sfavorevole. In realtà quella è la medicina necessaria per la mia malattia; la medicina per la mia follia. È come una medicina fornita dal Signore. Egli è ovunque, con la Sua mano gentile tesa verso di noi per proteggerci nelle circostanze più pericolose. Avere questa attitudine vuol dire avere la chiave, avere la soluzione per risolvere le circostanze sfavorevoli e per risolvere la nostra posizione sfavorevole.

Il Signore non è vendicativo, non desidera punirci. La punizione si presenta solo per insegnarci qualcosa. La punizione è vera, ma proviene da una mano affezionata per insegnarci, per migliorarci, per aiutarci. Dobbiamo considerare tutti i pericoli in questo modo.

Perciò metti a posto te stesso, non gli altri e troverai la vera pace. Non cercare mai di godere dei frutti delle tue azioni. Questa è la chiave per una vita di successo; da lì la felicità fluirà. Scoprirai che l'Infinito è tuo amico.

Ogni cosa è parte e particella dell'Originale, per questo Dio si manifesta in ogni cosa. Non bisogna negare o sacrificare tutto, fino a prendere in considerazione soltanto Dio, altrimenti perchè siamo qui? La nostra individualità ed esistenza sono reali. Perciò entrambe le parti devono avere il loro riconoscimento. L’armonia fra di esse è la verità autentica. Questa è la concezione di Mahaprabhu. C'è polarità e c'è anche unità e armonia, questo è ciò che importa. Lo squilibrio che favorisca una delle due parti non è salutare. Un buon aggiustamento è necessario. Maya (convinzione errata) vuol dire disturbo. Gli interessi personali e provinciali si scontrano tra loro come anche con l'Assoluto. Questa comprensione porta la vera armonia. Tutti questi argomenti dovrebbero essere discussi e capiti.




Gradazioni del Santo Nome
Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev-Gosvami Maharaj

Namaparadha – Cantare il santo nome con offese. Aparadha significa sfigurare, non affrontare nel modo giusto, maltrattare qualcosa. A causa di questo maltrattamento non possiamo ottenere il risultato desiderato.

Nel laboratorio lo scienziato fa un esperimento, ma un esperimento può avere successo solo quando ogni cosa è trattata in modo appropriato. Altrimenti potrebbe avvenire un'esplosione e lo scienziato potrebbe morire.

Namabhasa – Espressione del Santo nome nella forma di ombra, questo può conferire la liberazione. Ci può condurre da una posizione negativa, all'ascissa, ma non ci può conferire alcun ottenimento positivo. Là non c'è né tendenza al godimento, né alcuna tendenza al servizio, è una posizione marginale.

Suddha-nama – Il puro nome deve avere la sua forma originale in nirguna bhumika, molto lontano dall'errata concezione di maya. L'influenza di maya arriva fino su a Viraja; poi vi è Brahmaloka, poi il Paravyoma (il cielo spirituale). Il vero nome deve avere la sua origine nel Paravyoma, e il Krsna-nama ha la sua origine in Goloka, il più alto piano originale dell'intera esistenza. Per essere realmente Krsna-nama deve avere la sua origine nel più alto piano di Vrndavana.




"Il Nome si deve ricevere da Gurudeva
e dovrebbe essere cantato insieme
ai sadhu (santi)."

Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev-Gosvami Maharaj

È vero che un'infinita quantità di peccati può essere rimossa, dispersa e dismessa, soltanto pronunciando il nome una volta. Ma quel nome non deve essere soltanto il suono fisico; deve avere le stesse caratteristiche che si trovano in Vaikuntha: illimitato, eterno, deve provenire dal piano di eternità. Sadhusanga: il nome deve essere ricevuto da Gurudeva, e dovrebbe essere cantato in compagnia dei sadhu.

Se noi prendiamo il Nome, allora ci dev'essere anche il servizio. Sadhu-sanga Krsna-nama. Servizio significa dedicare noi stessi completamente a ciò che serviamo. In quel modo possiamo ricevere il santo nome. Qual'è il motivo per il quale stiamo prendendo il Nome del Signore? Kanaka, kamini, pratistha: non per soldi, non per la gratificazione dei sensi, né per acquisire popolarità. Noi siamo pronti a sacrificare noi stessi completamente per Lui, per il Suo Nome. Con quell'attitudine prenderemo il Nome.

Perché il nome sia Krsna, Krsna deve discendere nel nome. Non imbrogliate voi stessi; non pensate che: "Poiché abbiamo preso il nome siamo diventati dei grandi sadhu." Non è così. Krsna deve scendere a noi nella forma del suono. Egli è spirituale, trascendentale. Sevonmukhe, la nostra completa resa nei Suoi confronti Lo attrarrà, e graziosamente scenderà per benedirci nella forma del nome, nelle nostre azioni, e nel compimento dei nostri doveri. Ad ogni passo verrà.



Scienze della Devozione
Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev-Gosvami Maharaja

Il vero progresso verso l'Infinito trasmette questo tipo di concezione: “Non sono niente. Sono in grande pericolo.” Progredire verso l'Infinito significa proprio questo. Pensare: “Ce l'ho fatta. Sono al di sopra.” è un sentire da sciocchi e un'affermazione sciocca. La natura più autentica dell'avanzamento si manifesta in pensieri del tipo: “Sono caduto. Non ce la faccio. Sono il più debole.”

Più siamo vicini, e più lontani sentiamo di essere. Mentre, di fatto, più lontani siamo dal divino più, per un senso di auto-compiacimento, possiamo sentirci vicini. Man mano che entriamo nella relatività dell'Infinito non possiamo fare altro che concepire noi stessi come i più caduti fra i caduti. E' questo il criterio. Un segnale autentico di progresso ci indicherà che “io non sono niente; sono il più bisognoso; il più disgraziato e il più indifeso.” Per attrarre il positivo è necessario migliorare il negativo. Se dalla vostra posizione negativa sorgerà il pensiero “io sono positivo”, allora immediatamente dovrà essere respinto perché starà ad indicare che siete sotto il controllo di maya. Mentre pensare “Sono il più miserevole”, questo attrarrà su di noi l'attenzione dell'Alto. E' questa la scienza della vera devozione.

Mahaprabhu era caduto nell'oceano a Jagannatha Puri mentre era immerso nel samadhi. In quella condizione sperimentò la kurma-rupa. Quando ritornò allo stato di coscienza consueto, descrisse l'esperienza sperimentata nello stato di samadhi, come del tutto connessa al madhurya-rasa. Nel Caytanya-caritamrta quando Egli si risvegliò dal suo stato di incoscienza disse: “Io ero là e vedevo tutte quelle cose, ma voi mi avete portato via.”

Pujala raga-patha: dovremmo diventare consapevoli di ogni passo e questo ci porterà automaticamente là. Non cercate di essere troppo veloci, mantenetevi un po' indietro e questo vi porterà lì. Sarete accettati non grazie ai vostri sforzi, ma per volontà del piano più elevato.

Durante la sua profonda trance, ebbe l'esperienza del Vraja-lila; Lui parlò di questo. E i sahajiyas cercano di imitare questi passatempi. Essi imitano, e con la loro immaginazione, con la loro mente mondana, pensano di ottenere una connessione con tali lila.

Persino eruditi ordinari e mondani, dicono che il krsna-lila è aprakrta. Possiamo giungere a questa conclusione dalle descrizioni del Caitanya-caritamrta. Kaviraja Gosvami ha descritto i lila di Krsna, anche il jala-keli (i passatempi nell'acqua), in un modo tale da non permetterci di considerarli tramite la nostra mente lussuriosa. Con la sua descrizione egli ha mantenuto la purezza del lila; e Krsna e le sakhis continuano ad essere impegnati nei loro giochi nel laghetto formato dalle acque della Yamuna. Nelle sue descrizioni sono state mantenute le caratteristiche trascendentali. Quei nitya-lila che Mahaprabhu sperimentò mentre era in uno stato di profonda trance sono stati descritti da Kaviraj Gosvami. Non è paragonabile a niente di mondano. Dobbiamo prepararci a questa esperienza. Dobbiamo elevarci tantissimo per poter fare anche solo l'esperienza più lieve di questi passatempi molto elevati. Noi dobbiamo essere pronti a pagare per tale esperienza, e questa è l'unica ragione per cui il nostro Gurumaharaj è venuto.

(Incontri con la Divinità)



Necessità della Vaidhi-bhakti
Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev-Gosvami Maharaja

Srila Rupa Gosvami afferma che dobbiamo osservare la vaidhi-bhakti (pratica regolata) fino a quando non si abbia accesso al livello di raga-bhakti (affetto spontaneo).

Anche Das Gosvami afferma che dovremmo mostrare rispetto per raga-bhakti, ma che è necessario vivere con la vaidhi-bhakti, con le sue regole e i suoi regolamenti in accordo agli shastra. Ma l'arrogante non si preoccupa di questa istruzione divulgata dai seguaci di Sri Caitanya Mahaprabhu.

Io non ho nulla contro la vaidhi-marga. Pujala raga-patha gaurava bhange, noi stiamo cercando di seguire la vaidhi, ma costantemente teniamo lo sguardo sul nostro obbiettivo, cioè andare verso il raga-patha. Andate quindi avanti con vaidhi ma l'obiettivo è raga-patha. Questo è il nostro obiettivo. Altrimenti, perché vaidhi?

La legge non è tutto. La legge della vostra società deve contribuire a nutrire un sentimento divino, altrimenti non è legge. La legge dovrebbe promuovere la fede. La giurisdizione degli Shastra si limita nell’occuparsi di promuovere amore, e quando l'amore arriva, è libero, dolce. Il lavoro armonioso, è possibile soltanto in un’atmosfera d'amore. Srila Rupa Gosvami afferma che vaidhi-bhakti, la devozione sotto la guida degli shastra, ci aiuta fino a un certo punto, ci aiuterà nel risveglio interiore di amore e di affetto, quindi si ritirerà. La legge si ritirerà dando spazio allo spontaneo flusso d'amore. La legge è necessaria specialmente negli stadi inferiori, ma in seguito dovrà fare spazio, così che nella relazione vi sia libero movimento. La libertà è la cosa più elevata. Il servizio libero è raga-marga; questo è il servizio vero e proprio.

Vaidhi significa regolare se stessi, ma qual è il fine? La regola non è in sé l'obiettivo. Ma è fatta per qualcos'altro. Ora vogliamo essere regolati in modo da avere in seguito la libertà in quella terra e conseguire la posizione di un servitore libero. La regola ha il suo effetto desiderato.

Qual è questo effetto? Ottenere il livello del servizio spontaneo. Altrimenti, ci dovrà essere un capo, un insegnante con un frustino a ordinarci, "Fai questo, fai quest'altro!" Noi dobbiamo raggiungere quel luogo in cui potremo fare ciò che il nostro proprio desiderio ci chiede di fare. È questo il successo della vita.

C'è un gruppo a Vrndavan che non ammette la necessità della devozione formale (vaidhi-bhakti). Vi sono anche molti altri gruppi a Vrndavana. Questo particolare gruppo afferma di avere un collegamento con la Gopal Bhatta sampradaya – questo è Gaudiya Vaisnavismo con una piccola deviazione. Loro vogliono incominciare con il raga-bhaktianuraga eliminando la vaidhi-bhakti.

Questo è peggio del Sahajiyaismo. I Sahajiya formalmente accettano tutto, ma vogliono una strada facile, quindi fare soltanto ciò che gli viene naturalmente, senza lavoro, non ammettono la necessità della devozione formale. I Sahajiya sono pigri nella loro pratica, preferiscono l'atmosfera del piacere personale piuttosto che quella del servizio, poichè servizio significa sacrificio. Dunque quest'atmosfera è pericolosa; perciò noi dovremmo impegnarci a sottolineare con grande cura e attenzione ogni accenno di risveglio teistico, in modo da non dover cadere nuovamente nelle profondità dell'ignoranza. Dovremmo cercare di raccogliere con molta cura la nostra ricchezza.

(Incontri con la Divinità)



Il Soffio della Morte sugli Imitatori
Srila Bhakti Raksak Sridhar Dev-Gosvami Maharaja

Uno studente autentico eviterà tutti i tipi di imitazione o sahajiyaismo. Passo dopo passo Noi dobbiamo attraversare Bhu, Bhuvah, Mahar, Jana, Tapa, Viraja, Brahmaloka e Vaikuntha, quindi raggiungere Goloka. I Sahajiya pensano che l'avanzamento spirituale sia a buon mercato; non sono pronti a pagarne il giusto prezzo; ma su di loro c’è il soffio della morte – upajiya bade lata ‘brahmanada’ bhedi’ yaya, ‘viraja,’ brahmaloka, ‘bhedi’ ‘paravyoma’ paya – È necessario per lo sviluppo della devozione attraversare questi diversi piani; in questo modo la pianticella rampicante della bhakti potrà crescere ed elevarsi fino a Goloka. Gli pseudo devoti non si preoccupano di cosa sia il Paravyoma, di cosa sia Brahmaloka, di cosa sia Viraja, o il brahmanda. Senza occuparsi di cosa siano queste cose, essi avvicinano un guru qualsiasi, ricevono dei mantra e fanno meditazione. Ma se una persona medita sul radha-govinda-lila in un tale stato di ignoranza, invece di entrare nel radha-govinda-lila rimarrà intrappolata con donne e uomini di questo mondo. Rimarrà coinvolta nel dominio della lussuria e dovrà andare all’inferno invece di raggiungere Goloka. Anuraga, la nostra relazione con la Suprema Personalità, non è così a buon mercato. Noi dobbiamo comprendere chi è Krsna in realtà. Coloro che sono privi di dedizione non dovrebbero ingannare se stessi pensando di poter trovare Krsna nell’ambito della sfera materiale. Madhvacharya elencò 100 punti in opposizione al mayavadismo e alla sua cosiddetta rinuncia; il nostro Guru Maharaj compilò Prakrta-rasa-sata-dusani - 100 punti in opposizione il sahajiyaismo, per mettere in guardia contro le imitazioni del Krsna-bhajan nel mondo materiale. Ad ogni passo e in così tanti modi noi dobbiamo prendere una decisione, andare da questa parte o da quell'altra. Ad ogni istante siamo ad un crocevia, ma nell'insieme la nostra sincerità ci guiderà. L'inganno e l'illusione sono lì, ma la grazia del Signore è presente sullo sfondo. Egli non permetterà a questi agenti dell'inganno di fuorviarci se noi non ci associamo a loro.

(Incontri con la Divinità)