Ad ogni nascita fa che io Ti possa servire, mio Signore
Om Vishnupad Sri Srimad Bhakti Vaibhav Puri Gosvami Maharaj

natha yoni-sahasresu yesu yesu vrajamy aham
tesu tesu acala bhaktir acyutastu sada
(Vishnu Purana)

"Ovunque io vada, ovunque io nasca; che io riceva la forma umana, quella di una bestia, di un uccello, o di un insetto, che io nasca in paradiso o in inferno e soffra... io l’accetterò. Non voglio nulla di nuovo per il mio piacere. Io voglio solo devozione. Ad ogni nascita fa che io Ti possa servire. Io voglio servizio, servizio, servizio…"

man-mana bhava mad-bhakto mad yaji mam namaskuru… (BG 18.65)

"Ricordati sempre di Me, diventa Mio devoto e offriMi il tuo servizio."

Poi cosa succede?

…mam evaisyasi (BG 18.65)

"Tu verrai a Me. Tu verrai a Me." Non "Tu sarai uno con Me", come ad alcune persone piace dire: "So‘ham. Io sono." No. Io non voglio essere So‘ham, io voglio essere daso‘ham. Io voglio essere il Tuo dasa. Dasa vuol dire servitore. So‘ham vuol dire capo. Io non voglio essere un monarca, io voglio essere il Tuo servitore. Servitore, servitore, servitore; e non solo il Tuo servitore:

tvad-bhritya-bhritya-paricaraka-bhritya-bhritya
bhrityasya bhritya iti mam smara loka-natha
(Mukunda-mala-stotra)

"Oh Signore dell'universo, sia la perfezione della mia vita che la più preziosa misericordia che Tu potresti mostrarmi, sono se Tu potessi considerarmi il servitore del servitore del servitore del Tuo servitore."

kamadinam kati na katidha
palita durnidesah
(Cc Madhya 22.16)

"Oh Signore, ho seguito gli ordini di kama, krodha, lobha, moha, mada e matsarya (lussuria, collera, avidità, illusione, orgoglio, e invidia). Sebbene io abbia eseguito i loro ordini, non sono riuscito a soddisfarli. Essi non sono soddisfatti del mio servizio. Sebbene io esegua il loro servizio per 24 ore al giorno, loro mi dicono, "Fai di più!" Io sono un mascalzone senza vergogna, perciò offro servizio a questi mascalzoni. Almeno ora ho realizzato che questi padroni sono senza vergogna ed io da oggi in poi, per loro non farò più alcun servizio. Io farò solo servizio per Te mio Signore. Tu sei il mio Maestro. Se io compio anche soltanto un po' di servizio per Te, Tu sei soddisfatto.

patram puspam phalam toyam
yo me bhaktya prayacchati
tad aham bhakti-upahrtam
asnami prayatatmanah
(BG 9.26)

"Se l'anima arresa Mi offre una foglia, un fiore, un frutto o dell'acqua, Io la accetterò."

"Io mangerò!"
"No, Tu non sei una bestia che mangia tutti i frutti e le foglie."
"Sì, Io devo accettare quella posizione, perchè è il Mio devoto ad offrire. Qualunque cosa lui Mi dia, Io la prenderò. Anche se lui mi desse del veleno Io lo prenderò."

pibanti ye bhagavata atmanah satam
kathamrtam sravana-putesu sambhrtam
punanti te visaya-vidusitasayam
vrajanti tac-carana-saroruhantikam
(Srimad Bhagavatam 2.2.37)

Questi passatempi hari-katha, che sono come il nettare, danno la vita a ognuno. Essi liberano tutti dall'influenza di Maya. Attualmente stiamo correndo e lottando per niente. Quando realmente ascoltiamo gli insegnamenti del Signore, il nettare, che proviene dalla bocca di loto di un puro devoto, ci salverà. Contrasterà l'effetto del veleno. Qual è il veleno? Qualsiasi cosa tu faccia in nome del servizio a kama (lussuria), krodha, (collera), lobha (avidità), moha (illusione), mada (orgoglio) e matsarya (invidia). Questi non sono nostri amici; possono solo essere paragonati al veleno.

Quando noi riceviamo questo nettare da un puro devoto, il veleno se ne va via. Ma se tu possiedi una goccia di questo nettare non morirai mai. Tu puoi diventare immortale. Niente morte! Hare Krsna!



Servitore Eterno
Om Vishnupada Sri Srimad Bhakti Vaibhava Puri Gosvami Maharaja

sakalajivera svarupa haya krsnera nitya dasa
krsnera tatastha sakti bhedabeda prakasa

"È la posizione costituzionale dell'entità vivente quella di essere un eterno servitore di Krsna. L'entità vivente è l'energia marginale di Krsna ed anche una Sua manifestazione; essa è simultaneamente uno e differente dal Signore, come una scintilla di fuoco o una molecola del sole splendente." (Caitanya Caritamrta 20.108-109)

La jiva è eternamente la servitrice del Signore Krsna. A causa della sua posizione marginale, a volte va su e a volte va giù. Tutte le Baddha jiva (gli esseri viventi condizionati) andranno sui pianeti celesti se compiono attività buone e verranno giù se faranno qualcosa di sbagliato. Un giorno l’essere vivente condizionato potrà essere un re, ma un altro giorno potrà essere un ladro ed essere messo in prigione. Un giorno potrà essere un cane o un gatto, o anche un albero. La jiva deve accettare milioni di nascite, fino ad avere la fortuna di prendere rifugio in un'anima realizzata, in un puro devoto.

Seguendo le istruzioni di un puro devoto, tutta l'ignoranza della jiva sarà distrutta. In questo modo essa può diventare pura e liberarsi dalla schiavitù. A questo livello la jiva può ritornare nella sua dimora eterna.

yad gatva na nivartante tad dhama paramam mama (BG 15.6)

"La dimora eterna è parama dhama, da dove egli non ha più bisogno di tornare in questo mondo."

Ora siamo in Kali-yuga. Noi siamo invasi da idee che si trovano in una moltitudine di libri, persone, pensieri e media; per questi motivi non riusciamo ad essere stabili, perché ci manca la forza. Il miglior modo per ottenere la forza è la sottomissione. Rupa Goswami dice: "Sottomissione, sottomissione, sottomissione." Questa sottomissione è di sei tipi:

anukulyasya sankalpa, pratikulyasya varjanam,
raksisyatiti visvaso, goptvrtve varanam tata,
atmaniksepa karpanya, sad-vidha saranagatih

"Ci sono sei sintomi di sottomissione (saranagati). I primi due sono anukulyasya sankalpa e pratikulyasya varjanam: io farò soltanto ciò che è favorevole alla pura bhakti, e rifiuterò tutto ciò che le è sfavorevole. Questo viene chiamato, voto solenne.

Il terzo sintomo è raksisyatiti visvaso: il Signore è il mio solo protettore; io non posso trarre assolutamente alcun beneficio da jnana, yoga o da pratiche simili. Questa è un'espressione di fiducia.

Il quarto sintomo è goptvrtve varanam: l’accettazione consapevole del fatto che il Signore è Colui che ci mantiene. Io non posso ottenere nulla nè mantenere me stesso con il mio solo sforzo. Io servirò il Signore con tutte le mie capacità e Lui si prenderà cura di me. Questa è un'espressione di dipendenza.

Il quinto sintomo è atmaniksepa: questo significa arresa. Chi sono io? Io sono Suo! Il mio dovere è soddisfare il Suo desiderio. Questo esprime sottomissione del sé.

Il sesto sintomo è karpanye, questo significa mitezza. Io sono miserabile, insignificante e materialmente povero. Questo è il significato di umiltà. (Bhakti-sandarbha Anuccheda-236, Caitanya Caritamrta - Madhya 22.100)

Ci sono sei tipi di saranagati, che dobbiamo praticare. Chi c'insegnerà questa saranagati? Soltanto un puro devoto che possiede una devozione genuina e pura ci può salvare. Se ci dedichiamo a lui, lui può distruggere tutti i dubbi e salvarci. Egli è sempre misericordioso.

kabe jibe doya, hoibe udoya
nija-sukha bhuli´ sudina-hrdoya

"Quando proverò compassione per tutti gli esseri viventi? Quando dimenticherò il piacere personale e perseguirò l’umiltà genuina?" (Kabe Habe Bolo, Srila Bhaktivinoda Thakura)

Un devoto, o un Vaisnava non vive per se stesso. Egli è qui soltanto per aiutare le jiva, le anime cadute. Egli è molto gentile e compassionevole. Questa compassione aiuta tutte le jiva a raggiungere quel livello dove esse vengono in possesso della bhakti per Bhagavan.




Cintamani
Om Visnupada Sri Srimad Bhakti Vaibhava Puri Gosvami Maharaja

C'è la storia di una persona, un grande erudito che si avvicinò a Mahadev a Benares e iniziò ad adorarlo. Digiunando chiedeva umilmente le sue benedizioni.

Alla fine, Mahadeva gli chiese, "Che cosa vuoi?"

"Signore, io soffro. Per favore liberami dalle mie sofferenze."

"Sì, questo posso farlo per te; ma tu devi andare a Vrndavana, dove incontrerai un mahatma, una grande anima. Questo mahatma ha una pietra filosofale. Tu dovresti dirgli che io gli ordino di darti quella pietra. In questo modo tutti i tuoi problemi e le tue sofferenze termineranno."

Allora il dotto pensò, "Oh, questa pietra filosofale certamente mi darà milioni di rupie, in questo modo potrò ottenere la felicità."

Così raggiunse Vrndavana, trovò il santo e gli chiese, "Signore, voi avete la gemma di cui mi ha parlato Mahadeva? Egli mi ha dato istruzione di venire qui e domandarvela in carità. Il suo ordine e che voi la diate a me. Potete accettare il suo volere?"

Il sadhu rispose, "Sì, la gemma è qui, ma non ricordo esattamente dove."

L’erudito fu molto infelice e pensò, "Sono così sfortunato. Sebbene il mio signore Siva mi abbia concesso la gemma, non sono abbastanza fortunato da averla nelle mie mani. Che cosa devo fare?" Poi si sedette li vicino in silenzio per un paio d’ore, infine concluse, "Sono sfortunato, quindi me ne andrò."

Quando il dotto professore si alzò per andarsene, Sanatana Gosvami lo chiamò e gli disse, "Vai in quella direzione, dopo 10 km troverai un albero. Se tu scavi per quindici centimetri nella parte est di quell’albero, lì troverai la gemma."

L’uomo arrivò all'albero, scavò come da istruzioni e trovò la gemma che brillava come il sole. Fece un test con la pietra filosofale. Toccò un pezzo di ferro con essa, e subito questo si trasformò in oro.

"Oh, la benedizione di Mahadeva è vera. Ora non soffrirò più."

Così con attenzione fasciò la pietra nel suo dhoti e iniziò a camminare verso il suo villaggio. Durante il cammino pensò, "Questa gemma è una cosa di così gran valore. Il santo che la possedeva non ha una casa e nemmeno vestiti. Indossa soltanto delle kaupina. Non ha neppure un bicchiere per l'acqua. Benché sia il padrone di questa gemma egli soffre. Perché dovrebbe patire a causa del freddo vento invernale senza avere neppure una stuoia o una coperta? È possibile che sia così ignorante? Perché dovrebbe soffrire pur essendo il padrone di una gemma di così gran valore?"

Poi si convinse, "No, ci dev'essere una cosa che lui possiede di un valore ancora superiore, una cosa che fa sì che lui si dimentichi di questa pietra filosofale. Questo sadhu è più felice con quel qualcosa, perché quindi dovrebbe occuparsi di questa gemma che è solo un oggetto materiale?"

Poi l’erudito ritornò dal sadhu che con le sue indicazioni gli aveva permesso di trovare la pietra. Lo avvicinò e gli chiese, "Signore voi mi avete dato una gemma di così grande valore, ma non avete né una piccola casa, né una capanna, niente. Voi state lì semplicemente seduto sotto un albero, sebbene possedevate una gemma che avrebbe potuto permettervi di costruire un magnifico edificio. Perché date via una gemma così preziosa?

Persino quando io vi ho chiesto dove fosse, all'inizio non lo ricordavate neanche. Infine mi avete detto che era stata gettata là, sotto quell’albero, come se fosse stata una pietra comune. È qui che ho iniziato a capire che voi dovete possedere qualcosa di un valore ancora maggiore. Mahadeva non inganna mai, e nemmeno voi. Perciò signore, io vi sto chiedendo di darmi quello che voi avete, che fa sì che trascuriate anche la pietra filosofale."

Sanatana Gosvami disse, "Davvero vuoi questa ricchezza? Allora lancia quella pietra filosofale che hai nella Yamuna."

L'erudito fece subito così, e Sanatana Gosvami gli disse,

cintamani-prakara-sadmasu kalpavrksa-
laksavrtesu surabhir abhipalayantam
laksmi-sahasra-sata-sambhrama-sevyamanam
govindam adi-purusam tam aham bhajami

"Adoro Govinda il Signore primordiale, il primo dei progenitori che porta al pascolo le mucche, che soddisfa tutti i desideri, la Sua residenza è fatta di gemme spirituali, circondata da milioni di alberi dei desideri, sempre servito con grande reverenza ed affetto da centinaia di migliaia di Lakshmi, o gopi." (Brahma Samhita 5.29)

In questo modo, Sanatana Gosvami iniziò il pandit all'adorazione di Krsna. Quando questi iniziò a servire Krsna, tutti i suoi desideri per il godimento e la felicità materiale svanirono.

"Ora io sono libero dalla schiavitù del mondo. Per la vostra grazia sono libero, perché posso raggiungere il mio Signore Krsna."

Non c'è nulla che sia superiore al Signore Krsna e nulla superiore alle benedizioni del Signore Krsna. Nessuno può avere queste benedizioni ad eccezione di coloro che si sottomettono incondizionatamente al Signore. Se uno si abbandona a Lui, il Signore distruggerà tutte le sue sofferenze e gli concederà il vero piacere in ogni momento della sua esistenza.




Dibattere non è di Aiuto
Om Visnupada Sri Srimad Bhakti Vaibhava Puri Gosvami Maharaja


nayam atma pravacanena labhyo
na medhaya na bahuna srutena
yam evaisa vrnute tena labhyas
tasyaisa atma vivrnute tanum svam

"The Supreme Lord is not attained by expert explanations, by vast intelligence or even by much hearing. Only one who He Himself chooses attains him. To such a person He manifests Himself." (Mundaka Upanisad 3.2.3)

The atma (soul) cannot be understood through argument because it has no end. One person says "yes", and another person says "no". There is always contradiction, fights, and conflicts and of these things there will be no end (tarka pratishtanam), because there is no end to logic. Through logic we are not able to understand paramatma (Supersoul). Na medhaya, we also cannot understand Him through intellectual pursuits like applied linguists or studies in Eastern and Western philosophy. No!

Then who can understand? One who surrenders. One who feels that his own knowledge, mind, mental efforts, empiric knowledge, and ascending actions do not allow him to understand this. One who realizes that I can understand Him only through His blessings.

There are two paths, one is ascending and the other is descending: aroha vada and avaroha vada.

If I surrender to Him, then He will bless me. And through His blessings I can understand. No other way!

Suppose that unfortunately you were to fall into a well. How could you come out? You would need help from outside. Somebody must give you a rope, or a ladder, and help you to come out. Without the help from the outsider you cannot come out. Through your own efforts you cannot come out. Alone, you may come up to a certain point, but again you will fall down. If there is help from the outside then you will definitely go out. Two things are necessary: the help from outside, and your acceptance of the help. Receive it and accept it.

You have to receive this help, the truth, as explained in our revealed scriptures.

tad viddhi pranipatena
pariprasnena sevaya
upadeksyanti te jnanam
jnaninas tattva-darsinah

"Just try to learn the truth by approaching a spiritual master. Inquire from him submissively and render service unto him. The self-realized soul can impart knowledge unto you, because he has seen the truth." (Bhagavad Gita 4.34)

You have to surrender to your spiritual master. Then you have to clear your doubts. Ask your questions then, but only for the purpose of service, not for the sake of argument. If you serve, satisfy and please Guru, then he can help you with all your questions.

If you are not approaching Guru in this submissive mood you cannot benefit. You will hear but not understand, you will accept but not follow. By the blessings of the spiritual master, yasya prasadad bhagavat prasado, you can understand the topic and follow it.

If we surrender to the person that knows tattva, the truth, and knows this subject perfectly well he will explain to us how to practice, how to clear our doubts, how to proceed on the path, mahajano yena gantha sa pantha. He will tell you, "This is not my discovery. This is the path that my ancestors have followed. If you also follow this you will be happy."




La Verità è Verità
Om Visnupada Sri Srimad Bhakti Vaibhava Puri Gosvami Maharaja

(Programma Pubblico: Zagabria, Croazia. 18 Maggio 2003)

Come ottenere l'amore devozionale? Qual è il significato di amore? Generalmente in questo mondo consideriamo l'amore solo per il piacere personale. Siamo in grado di amare solo per la soddisfazione personale. Però, riguardo l'amore per la Suprema Personalità di Dio, è necessario in primo luogo dedicarci con sottomissione, dedicare noi stessi al Signore.

Dobbiamo dedicarci alla persona dalla quale abbiamo ricevuto le istruzioni e seguirle in modo preciso. Dobbiamo seguire il cammino di Gauranga, Krishna Caitanya. Caitanya Mahaprabhu ci insegna a capire la realtà e la verità che riguarda Dio.

Chi è Dio e che cosa può fare? Chi è qualificato per conoscerLo? Queste sono domande a cui è necessario dare una risposta.

Che cos'è la verità? La verità è verità! Non ha futuro né passato. La verità è soltanto nel presente. I tre tempi non ci sono nella verità, c’è soltanto il presente; sempre il presente. Il presente non ha futuro è eterno. Tutto il resto che potete vedere non è la verità, è materiale e transitorio, esiste solo per un momento. I nostri corpi sono nati e poi cresciuti per arrivare ad essere 1 m e 70, 1 m e 90. Anche il nostro peso aumenta. Poi gradualmente il nostro corpo decade e infine perisce. Ciò nonostante non tutti vogliono credere a questo. Il nostro motto è: io voglio essere eterno.

Vi è un Creatore dell'intero universo ed è sotto la Sua guida che ora siamo in grado di sedere qui e discorrere. Bene, chi è costui? Egli è la verità. Egli è l'essere più potente; non può essere compreso dai nostri piccoli cervelli. Quella che possediamo è una conoscenza limitata. Così come anche la nostra forza mentale, intellettuale e fisica.

La nostra abilità nel conoscere la Verità è limitata dalla capacità dei nostri sensi. Non possiamo conoscere la Verità senza prima esserci sottomessi incondizionatamente.

Nella Bhagavad-gita (18. 66), è scritto:

sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja
aham tvam sarva-papebhyo moksayisyami ma sucah

"Abbandona tutti gli insegnamenti religiosi dettati dagli esseri umani e sottomettiti a Me. Sottomettiti a Me!"

Se tu sei sottomesso senza alcun altro scopo o desiderio e se segui la strada che ti è stata data, allora il Signore rivelerà Se stesso. Potrai capire che cosa è la Verità quando la Verità si rivela a te. La rivelazione del Signore richiede la nostra sottomissione. Che cos'è la sottomissione?

Il mio corpo, la mia mente, la mia forza fisica e intellettuale non sono in grado di conoscere la verità. Se vogliamo conoscere la verità, allora dovremmo sottometterci; dedicare noi stessi. Questo corpo, con tutti i suoi organi, non è mio; io non sono questo corpo. A chi appartengono questo corpo e questi organi? Essi sono stati creati, ma questa creazione ha un inizio e una fine "Kaumaram yauvanam jara" (BG 2.13). Un ragazzo giovane diventa vecchio, gradualmente decade, poi lascia questo mondo. Tale è la situazione nel mondo in cui viviamo; perciò non possiamo dichiarare di essere permanenti, eterni. Siamo sotto la volontà del Supremo Potere, e soltanto attraverso la sottomissione la verità viene rivelata.

Caitanya Mahaprabhu dice che in Kali-yuga "Harer nama, harer nama, harer namaiva kevalam, kalau nasty eva nasty eva nasty eva gatir anyatha,", il solo modo per conoscere la verità è quello di ripetere il Divino Nome.

Perché è chiamato Divino Nome? La divinità che si trova nel Nome è eterna. Non c'è differenza tra il suono e la Persona; sono Uno. Se voi ripetete costantemente il Divino Nome, verrà il momento in cui ogni cosa vi sarà rivelata. Il suono rivelerà a voi la Verità, come Persona. Voi riceverete il suo darshan.

Quando scoprirete la Divinità, scoprirete anche che non c'è differenza tra il suono e la Persona

Se voi pensate in profondità potrete comprendere la Verità. Aspettate e vedete, seguite le istruzioni delle scritture e delle persone che stanno praticando, cioè i sadhu e voi realizzerete la Verità. Solamente con la sottomissione il Signore rivelerà Se stesso.

"Oh Signore! Oh Signore! Io sono cieco, sono impotente. Io ho le orecchie ma non posso sentire, ho gli occhi ma non posso vedere. Sono necessarie le Tue benedizioni." Quando voi vi sottomettete, allora il Signore vi benedirà, e conoscerete la Verità.